top of page

Ivar non doveva chiamarsi così: la storia (vera) dietro il nome del mio eroe

Aggiornamento: 9 mar

(agg.)


Era sera, in un piccolo villaggio della Norvegia.

Io e mio marito camminavamo in silenzio nel parco attorno a una chiesa protestante, dove, come è consuetudine in Norvegia, si trova il cimitero cittadino. Stavamo sperimentando il fenomeno del sole di mezzanotte: la luce ci illuminava come in un tardo pomeriggio estivo, eppure l'orologio sulla chiesa ci ricordava che era quasi mezzanotte. Non c'era nessuno in giro, solo noi.

Poi il mio occhio si è fermato su una lapide.

Un solo nome, scavato nella pietra: Ivar.



L'Eroe Riluttante (e Vigliacco)


Questo ragazzino un po’ timido, lento a reagire e, ammettiamolo, un po' vigliacco, in qualche modo mi somiglia.


È nato dall’idea che mi ero fatta di me stessa anni fa.

Non ho nessuna paura ad ammettere che non mi sono mai sentita particolarmente coraggiosa.


Spesso mi sono trovata ad assecondare i desideri di altre persone, convinta che gli altri sapessero meglio di me cosa fosse giusto fare. Rileggendo la storia oggi, mi rivedo nelle non-scelte di questo ragazzo.

Ma come Ivar a un certo punto deve stringere i pugni per sopravvivere, anch'io ho dovuto trovare il coraggio di lanciare questa storia. Ivar è il mio alter-ego.



Il problema del Nome (e l'ombra di Skyrim)


Ma come si chiamava, all'inizio, questo personaggio?

Non Ivar. In origine si chiamava Ulfric.


Se siete nerd come me, avete già capito. Era un omaggio a The Elder Scrolls V: Skyrim, celebre videogioco open-world che continua ad appassionarmi, nonostante siano passati così tanti anni dalla data di uscita. Nel gioco mi trovavo sempre a combattere per i ribelli Manto della Tempesta, e il loro capo si chiamava per l’appunto Ulfric.


Mi sembrava un nome forte, deciso.

Ma non era il suo nome.


L'incontro al cimitero


Ho cambiato nome al personaggio durante un viaggio in Norvegia, qualche anno fa. Io e mio marito ci trovavamo a Lærdalsøyri , un piccolo villaggio incastonato tra le montagne e sulle rive di un fiordo.



Stavamo passeggiando nel cimitero che circonda la chiesa, quando il mio occhio è caduto su una scritta scavata su una lapide. Un solo nome:


IVAR


Qualcosa mi è scattato in testa. Un brivido. Mi sono segnata il nome e, tornata in camper, dove avevo lasciato il cellulare sotto carica, ho fatto una ricerca. Ho scoperto che Ivar deriva dal norreno yr (“arco” in legno di tasso) e arr (“guerriero”). Il guerriero che si flette come l'arco, ma non si spezza.

Ho capito immediatamente che era lui. Era il suo nome.


(E per chi se lo stesse chiedendo: no, la serie TV Vikings non c'entra nulla! Anzi, confesso di non averla mai finita, anche se da appassionata di vichinghi sembra un'eresia dirlo!).



Dagli occhi verdi alle lentiggini


Anche il suo aspetto è stato una battaglia.

Negli anni Ivar è stato biondo, poi moro, poi di nuovo biondo. Alla fine ho scelto il rosso. Ho letto che in Scandinavia i capelli rossi sono meno comuni rispetto alle isole britanniche, e mi piaceva l'idea che Ivar fosse "diverso" anche cromaticamente rispetto alle persone con cui vive. Un'anomalia nel sistema.


L'unica costante? I suoi occhi. Da dieci anni a questa parte, gli occhi di Ivar sono sempre stati verde. Verdi, come i miei occhi. È l'unica cosa che non è mai cambiata — lo specchio di un'anima che è rimasta intatta mentre tutto il resto evolveva: il disegno, la storia, persino il titolo.


Vuoi conoscere Ivar?


Se la storia di come è nato Ivar ti ha incuriosito, sappi che LA SAGA DI IVAR ti aspetta già — con tutti i suoi difetti e le sue paure.

Il primo volume della saga, ØSTLANDET, è già disponibile in formato ebook. Puoi iniziare il viaggio oggi, senza aspettare il cartaceo.

👉 Puoi acquistarlo cliccando qui.


E se vuoi restare aggiornata sulle prossime uscite della saga — ROGALAND, il volume 2, entrerà in revisione tra non molto e NORDLAND, il volume 3, è attualmente in produzione — iscriviti alla newsletter. Ti scriverò solo quando ho qualcosa di vero da raccontarti.

👉 Iscriviti cliccando qui.

Commenti


bottom of page