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Il Thing: l'assemblea vichinga che governava il Nord (e perché è presente nel mio fumetto)

LA SAGA DI IVAR - ØSTLANDET, tavola 9, dettaglio
LA SAGA DI IVAR - ØSTLANDET, tavola 9, dettaglio

Chiudi gli occhi un secondo. Pensa a un vichingo.


Scommetto che in mente ti è apparso immediatamente un guerriero enorme dotato di elmo cornuto in testa, ascia alzata verso il cielo, urlante e grondante sangue, che saccheggia un villaggio indifeso seguendo gli ordini di qualche guerriero spietato e tirannico.


Ecco… non è proprio così. Soprattutto la parte dell’elmo con le corna, quello è proprio falso.


I Vichinghi — quelli veri, quelli che vivevano nelle fredde coste della Scandinavia tra l'VIII e l'XI secolo — non erano orde di barbari assetati di sangue senza legge né capo. Erano prima di tutto navigatori, mercanti, esploratori, artigiani. E soprattutto: avevano un sistema politico e giuridico che molte civiltà coeve si sarebbero sognate.


Avevano il thing.


E quando ho iniziato a costruire il mondo di LA SAGA DI IVAR, sapevo che questa assemblea non poteva mancare. Perché se vuoi raccontare i Norreni con rispetto e onestà, anche se stai scrivendo un fantasy, devi partire da lì, dalla loro storia.


Cos'era il thing: l'assemblea che governava il Nord



La parola thing — in norreno antico þing — designava l'assemblea dei popoli scandinavi e più in generale germanici. Non un consiglio di nobili o una corte reale chiusa a pochi eletti, bensì un'assemblea pubblica, a cui avevano diritto di partecipare tutti i bóndi, ovvero gli uomini liberi della comunità.


Pensaci un momento. Siamo nell'Alto Medioevo, prima dell’anno Mille. E c'è già un sistema in cui ogni uomo libero ha voce in capitolo.


Al thing si prendevano collettivamente — e tendenzialmente all'unanimità — tutte le decisioni che riguardavano la vita comune: questioni legislative, politiche, giuridiche, commerciali.

Ma non finiva lì.

Il Thing era anche il luogo dove si risolvevano le faide tra famiglie (per evitare che il conflitto privato diventasse disordine sociale), si combinavano matrimoni, si raccoglievano le tasse, si pianificavano spedizioni ed esplorazioni verso terre lontane.

Era, in una parola, il cuore pulsante della società norrena.


Lo storico Régis Boyer, uno dei maggiori esperti di cultura norrena - nonché uno dei principali testi che ho studiato per scrivere la mia storia - lo descrive come uno dei pilastri fondamentali di quella civiltà — e non è un'esagerazione.

Il Thing nel mondo di IVAR: quando la storia entra nel fumetto



Quando ho scritto la trama di LA SAGA DI IVAR, una delle mie massime preoccupazioni era di non essere abbastanza accurata storicamente. Mi ripeto - portate pazienza - ma per me, anche se stavo scrivendo un fantasy, un’accuratezza storica di base era importante, imprescindibile. Avrebbe dato maggiore profondità al mondo che stavo creando, e avrebbe creato un contesto solido in cui far muovere Ivar e i personaggi attorno a lui.

Non mi interessava scrivere un fantasy che usasse la Scandinavia come un mero sfondo pittoresco - per quanto se mi seguite da un po’ sapete quanto io ami profondamente quelle terre. Volevo che ogni scelta dei personaggi avesse radici reali, che il lettore sentisse il peso di un mondo credibile sotto i piedi.

Per questo, ØSTLANDET — il primo volume della saga — si apre proprio con un thing.

Nelle prime tavole del capitolo 1, lo Jarl Håvard convoca la sua gente per organizzare una spedizione verso le coste dei Franchi. Non è un ordine calato dall'alto, ma il risultato di una scelta fatta tutti insieme tempo prima. È una responsabilità condivisa.


Perché una spedizione vichinga non era una scusa per fare baldoria e tornare a casa carichi di bottino. Era un'operazione complessa, pianificata collettivamente con largo anticipo, dove ogni famiglia aveva un proprio ruolo. Il Thing era il momento in cui tutto questo prendeva forma ufficiale davanti alla comunità.

Disegnare quella scena è stato, per me, uno dei momenti più importanti dell'intero volume.


Ivar e Wigliff: quando la storia incontra l'anima dei personaggi



Ma c'è un altro livello in cui la storia entra nel fumetto, e riguarda qualcosa di più intimo: le motivazioni dei personaggi.

Perché i vichinghi razziavano?

Perché commerciavano fino ai confini del mondo conosciuto?

Perché lasciavano le loro famiglie per mesi — a volte per anni, se non per sempre?

La risposta è scomoda e bellissima insieme: sopravvivenza.

La Norvegia in particolare è un paese di fiordi stretti, montagne scoscese, inverni lunghissimi. La terra arabile era poca. Le risorse, ancora di meno. Espandersi — che significasse commerciare, esplorare o razziare — non era un'opzione. Era una necessità biologica.


È questa la verità storica che Wigliff, il fratello maggiore di Ivar, porta sul tavolo quando i due si scontrano, proprio all'inizio della saga.

Ivar è un eroe riluttante: rifiuta la violenza, si interroga sul prezzo umano di ogni spedizione, non riesce a fare pace con l'idea di spezzare vite altrui. Ne parlo in modo più approfondito in 👉​ questo articolo.

Wigliff non giudica le idee del fratello, anche se non le capisce. Lui infatti è pragmatico, è consapevole delle difficoltà della loro gente, e ha una certa voglia di mettersi alla prova in un vera vera missione per la sopravvivenza del suo popolo.


Nessuno dei due ha torto. Ed è esattamente questo il tipo di conflitto che mi interessa raccontare: non il bene contro il male, ma due visioni del mondo entrambe legittime, entrambe dolorose, costrette a scontrarsi dalla storia stessa.


Un fantasy con le radici nella storia



LA SAGA DI IVAR non è un fumetto che usa i vichinghi come costume scenico. È un universo in cui la magia e il mito norreno convivono con una ricostruzione storica attenta — costruita su saggi, fonti primarie, anni di ricerca.


Il thing che apre ØSTLANDET non è solo un dettaglio folkloristico. È una dichiarazione di intenti: qui i Norreni hanno una cultura, una politica, una morale. Sono esseri umani complessi. Come lo siamo noi.


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Se invece sei già pronto/a a tuffarti nel Nord — il volume è disponibile in formato ebook su Amazon e Kindle Unlimited.


E se vuoi restare aggiornato/a sul seguito della saga e sui progetti in cantiere, seguimi su Instagram e sul canale YouTube — che sto riprendendo in mano per iniziare a raccontare questo universo anche in formato video.


Il Nord ti aspetta 🌊



Fonti: Régis Boyer "La vita quotidiana dei Vichinghi", quarta Edizione BUR Vite quotidiane - 2021; prima edizione, 1992 Alice Zanivan " LA SAGA DI IVAR", seconda edizione - 2026

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