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Il coraggio dell’imperfezione: perché non ho ridisegnato il mio primo volume


Esiste un sentimento che accomuna quasi tutti gli artisti, una sorta di "terrore silenzioso" che ci assale ogni volta che voltiamo le spalle al presente: il terrore di guardarsi indietro. Riguardare i propri vecchi disegni è come osservare una vecchia foto di noi stessi con un taglio di capelli improbabile: l’istinto primordiale è quello di nasconderla, cancellarla o, nel caso di un fumetto, riprendere in mano la tavoletta grafica e rifare tutto da capo. "Oggi lo farei molto meglio", ci sussurra la voce del perfezionismo all’orecchio.


Il viaggio de LA SAGA DI IVAR è iniziato più di dieci anni fa - in verità mi sono resa conto solo di recente che, da quando ho iniziato a documentarmi, ormai sono 14 anni - ma è nel 2020 che ha preso davvero forma, portando alla prima edizione di ØSTLANDET nella primavera del 2022. Da allora, sono cresciuta. Sono cambiata come donna e sono maturata come autrice indipendente. E proprio questa crescita mi ha messo davanti a un bivio difficile.



Trovare la vera "Voce"


Quando ho deciso di lavorare alla nuova edizione di ØSTLANDET, sapevo che il cambiamento era necessario. Non era una questione di trama — quella era già lì, solida — ma di evoluzione narrativa.


Rileggendo l'opera con gli occhi di oggi, mi sono resa conto che il linguaggio che avevo usato a tratti stonava. C’erano espressioni troppo moderne, a tratti fuori posto in un mondo antico fatto di rune, nebbia e miti ancestrali. Ho passato ore e ore a limare i testi, tagliando il superfluo e cercando di dare a ogni personaggio una propria voce che suonasse davvero senza tempo. Ho anche sistemato concetti che forse non erano molto chiari, per come erano scritti in precedenza.

La Grande Tentazione



Mentre riscrivevo, le tavole disegnate tra il 2020 e il 2022 erano lì, davanti a me. E con lo sguardo critico che ho oggi, dopo sei anni dalla produzione delle prime tavole di quel libro che tanto ha significato per me, ho notato tutti gli errorini di disegno e di scrittura, mi sono venute in mente centinaia di migliorie che avrei potuto apportare...


Ed è stata dura, ve lo assicuro. La tentazione di ridisegnare quella inquadratura, di correggere un’anatomia incerta o di sistemare un chiaroscuro che oggi gestirei diversamente, è stata fortissima. Lo ammetto: avrei voluto ridisegnare alcune scene proprio da zero.


Ma ho scelto di darmi una sberla metaforica sulle manine e fermarmi. Ho scelto di non toccare nemmeno un tratto dei disegni originali.


Onorare il proprio percorso


Perché questa scelta? Perché ho capito che ridisegnare ØSTLANDET sarebbe stato, in qualche modo, una mancanza di rispetto verso l'artista che ero allora.

L’imperfezione di quei tratti non è un difetto da nascondere sotto il tappeto del "adesso so fare meglio".

È una testimonianza sincera.



Quel segno più acerbo, quella sceneggiatura forse un po' ingenua, racconta chi ero all'epoca, la mia urgenza di raccontare questa storia e la fatica di chi stava imparando a camminare in un mondo totalmente nuovo e sconosciuto, ovvero l'editoria.

La perfezione tecnica è un guscio vuoto se manca l'anima.

E la Alice di quegli anni in quelle tavole ci aveva messo tutta la sua anima, senza filtri. Correggere quei disegni oggi sarebbe stato come truccare un vecchio ricordo: gli avrei tolto la verità e l'entusiasmo che ho messo in quei disegni.


ØSTLANDET nella sua nuova edizione è proprio questo: una storia che è maturata nelle parole, ma che conserva intatto il cuore visivo delle sue origini. È il racconto di un'evoluzione che potete vedere con i vostri occhi, pagina dopo pagina.


ROGALAND avrà un destino leggermente diverso: ci sono alcune piccole correzioni che sento necessarie, ma nulla che stravolga la storia. Mi sento meno in colpa a intervenire sul secondo volume, perché quando ho iniziato a lavorarci avevo già una maturità diversa — il battesimo del fuoco ormai l'avevo fatto.

ØSTLANDET invece è stato il punto di svolta vero, quello senza il quale non sarei l'autrice indipendente che sono oggi. Ed è per questo che non l'ho toccato.


E voi, come vivete il vostro passato?


Avete mai guardato a un vostro vecchio progetto — un disegno, uno scritto, una scelta di vita o anche un vecchio lavoro — notandone tutti i limiti, ma sentendovi comunque fieri di averlo portato a termine? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti: credo che imparare a onorare le nostre "imperfezioni" sia il primo passo per diventare autori (e persone) migliori.


Vuoi vedere come funziona, dal vivo?



Le prime 15 pagine di ØSTLANDET sono disponibili gratuitamente per tutti gli iscritti alla mia newsletter, "Scintille d'Inchiostro". Non appena ti iscrivi riceverai il PDF e uno sconto del 10% sulla bottega.


Se invece sei già pronto/a a tuffarti nel Nord — il volume è disponibile in formato ebook su Amazon e Kindle Unlimited.

E se vuoi restare aggiornato/a sul seguito della saga e sui progetti in cantiere, seguimi su Instagram e sul canale YouTube — che sto riprendendo in mano per iniziare a raccontare questo universo anche in formato video.


Il Nord ti aspetta 🌊

 
 
 

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