Longobardi a Dueville: quando il Comune ha coinvolto la mia famiglia
C'è un tipo di orgoglio che non avevo ancora provato, prima di affrontare questo progetto.
Non è l'orgoglio per una tavola venuta bene, o per un lettore che si emoziona leggendo la SAGA DI IVAR.
È qualcosa di diverso, più profondo.
Perché stavolta a lavorare al mio fianco, nel vero senso della parola, c'era mio padre.

Una storia di famiglia (e di paese)
Tutto è nato da una collaborazione che non avrei mai immaginato di vivere: io, nel ruolo di illustratrice, e lui, il professor Giacobbe Nevio Zanivan, nel ruolo di storico.
Mio padre è un professore di storia in pensione, e si è sempre interessato alla presenza longobarda nel nostro paese.
Al punto da averci scritto, ormai più di vent'anni fa, "Croniche de l'Arimanno Arprando", un divertente romanzo per ragazzi — e sto tentando in tutti i modi di convincerlo a ripubblicare!
Quando è arrivata l'occasione di realizzare un percorso divulgativo per il paese, si è offerto gratuitamente di curare tutta la ricerca storica e di redigere i testi dei pannelli, traducendo dati complessi in racconti accessibili a chiunque.
A quel punto, essendo nota in paese la mia attività di fumettista, sono stata coinvolta per realizzare delle illustrazioni rievocative.
Il risultato è un progetto a quattro mani, dove la sua conoscenza rigorosa si è intrecciata con la mia capacità di traduzione visiva.
Lui ha dato ai Longobardi la voce. Io ho provato a dare loro un volto.
Chi erano i Longobardi di Dueville

Ma facciamo un passo indietro, perché prima di parlarti del progetto voglio raccontarti in poche parole chi erano davvero queste persone.
I Longobardi arrivano in Italia nel 568 d.C., sotto la guida di re Alboino. Perché scelgono proprio Dueville? La risposta è più semplice di quanto pensi: l'acqua.
Il territorio, tuttora straordinariamente ricco di risorgive, favorì lo stanziamento di una fara — un gruppo unito di famiglie guerriere.
Questa fara si affiancò al preesistente villaggio romano-venetico, dando vita a una convivenza che — secondo una suggestiva ipotesi — potrebbe aver dato origine al nome stesso del paese: Dueville, da Villa de Duabus Villis, ovvero "due villaggi affiancati".

Questa storia millenaria è oggi un percorso pedonale composto da 8 pannelli divulgativi, distribuiti in quattro aree chiave del centro di Dueville — non a caso proprio dove sono avvenuti i ritrovamenti archeologici:
Piazza Monza: punto di partenza davanti al Municipio.
Via IV Novembre: dove nel 1911 emersero le ricche tombe dei guerrieri e delle nobili dame di Belvedere.
Via Santa Fosca.
Via Matteotti (Lottizzazione Ronzani): dove nel 1993 è stata scoperta una vastissima necropoli con oltre 500 tombe.
Il mio compito: tradurre l'archeologia in emozioni
E qui entro in gioco io.
Il mio compito era rendere questa storia accessibile a chiunque, dai bambini agli adulti, senza mai scadere nel tecnicismo accademico. E per farlo ho fatto quello che so fare meglio: ho affrontato il lavoro come se dovessi sceneggiare una storia illustrata, creando personaggi, ambientazioni e vignette animate per dare un impatto visivo immediato a quattordici secoli di distanza.

Ho lavorato sul character design del fiero guerriero in armatura a piastre ondulate e della dama di alto rango, ricca di gioielli.
Ho disegnato una panoramica a volo d'uccello per ricostruire l'ambiente naturale acquatico di Dueville nel Medioevo.
Ho ricostruito visivamente la tomba del guerriero, con la spada poggiata sul petto.
E ho illustrato la particolare quanto tipica disposizione delle tombe a file parallele, e le pertiche — lunghi pali che in alcuni casi recavano un uccello di legno in cima, posti sulle tombe vuote per ricordare chi era morto lontano da casa.
C'è poi una scena a cui sono particolarmente legata: quella dedicata a un rito funebre, pensata per dare al pannello una forte impronta emotiva, quasi malinconica.
E poi c'è lei: la Crocetta d'Oro. Il pezzo forte della necropoli di Belvedere, oggi conservata nel Museo di Santa Corona a Vicenza. Per questo reperto si è scelto di inserire direttamente la foto reale, perché certe cose non hanno bisogno di essere reinventate.

Il giorno dell'inaugurazione
Il 18 giugno la sala consiliare del Municipio si è riempita di cittadini curiosi di riscoprire le proprie radici. Vederla gremita è stata una delle emozioni più forti di questo intero percorso.
All'evento hanno partecipato figure importanti delle istituzioni culturali, come Valentina Donadel dei Musei Civici di Vicenza, l'assessore alla Cultura Cecilia Caldognetto e l'ex assessore Lidia Zocche, che al tempo ci ha contattato per effettuare il lavoro.
Ma le parole che porto ancora con me sono quelle della dottoressa Paola Salzani, della Soprintendenza di Verona, che ha ricordato come studiare la storia di questi popoli migranti, e la loro mescolanza con le popolazioni locali, non sia solo una finestra sul passato — ma un prezioso insegnamento su come vivere e capire il nostro presente.
Ti lascio qui il link di un articolo scritto dalla testata Vicenzapiu a riguardo.

Un invito a fare due passi nella storia
Se ti trovi da queste parti, ti invito a fare una passeggiata partendo da Piazza Monza e percorrendo le quattro tappe di questo museo a cielo aperto.
Non serve essere appassionati di archeologia per restarne colpiti: basta lasciarsi guidare dai disegni e immaginare, per un momento, che quattordici secoli fa qui vivesse una popolazione forte e determinata.
E tu, conoscevi la storia dei Longobardi a Dueville? Raccontami nei commenti se la passeggiata ti ha incuriosito.
Hai un progetto di divulgazione storica?
Questo lavoro per Dueville mi ha confermato - ancora una volta - quanto mi piaccia tradurre la ricerca storica in immagini. Se sei un ente, un museo, un’associazione o un’amministrazione e hai in mente un percorso divulgativo, pannelli, una mostra o un progetto editoriale, realizzo illustrazioni storiche, ricostruzioni di ambienti e character design. 💌 Scrivimi a alicezanivan@gmail.com e ne parliamo.
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